Racconti Spirituali

La realtà non esiste (forse)

La realtà esiste o non esiste?

La realtà non esiste (forse) 1

Se non mi cimento diverse volte alla settimana in questo tipo di riflessioni finisco con l’annoiarmi. Così eccomi qui a scrivere della realtà e di quello che sappiamo in proposito.

Ogni giorno ci alziamo, rifacciamo il letto (facciamo finta che sia così per tutti 😀 ), ci diamo una rinfrescata, facciamo colazione, ecc.

Poi andiamo a lavoro e passiamo la nostra giornata a compiere tutta una serie di azioni. Alcuni lavori sono in un ufficio, altri all’aperto, altri ancora sono molto faticosi e così via.

Quando possiamo ci regaliamo una vacanza e per il resto tiriamo avanti come meglio riusciamo.

Ci preoccupiamo del cibo, dei soldi, delle relazioni e della nostra salute. Cresciamo speranzosi di trovare una persona con cui staremo bene e costruire con questa il nostro futuro. Magari avere dei figli ed è così che vanno le cose su questa terra.

Ogni tanto però spunta fuori un individuo che attraverso un libro o predicando in qualche monastero sostiene che tutte queste cose non siano importanti. Parlo di Eremiti, Mistici ed Asceti. Non importa la tradizione di provenienza, che sia il Cristianesimo, l’Islam, il Buddhismo o altro, ogni religione ha i suoi “rinuncianti”.

Queste persone fondamentalmente ci dicono che la realtà non esiste o quantomeno che non è importante come crediamo. E’ transitoria e governata dagli opposti: gioia e dolore, ricchezza e povertà, salute e malattia. E tutti prima o dopo attraversiamo ogni fase degli opposti. In fine arriva la morte che in un universo eterno ed infinito ci spazza via rendendo la nostra vita breve e veloce come un battito di ciglia e fondamentalmente effimera.

Che cos’è Maya?

Nell’Induismo Maya rappresenta l’illusione della realtà. Nella tradizione dei Bramini ma analogamente nel Buddhismo, Maya ovvero la Realtà sarebbe un illusione. Un vero e proprio velo posto davanti al nostro sguardo. “Un gioco di luci ed ombre” nella quale la coscienza, che ha origine divina ed imperitura, si identifica dimenticando se stessa e convincendosi della propria mortalità.

Non è qualcosa che si può riassumere in poche righe ma possiamo dire che Maya è la realtà che percepiamo. Questa realtà percepita non rispecchia la vera Realtà, ma ne è una rappresentazione. La coscienza, cioè ciò che ognuno di noi è, percepisce questa realtà e la crede, sbagliando, vera.

Quale sia la causa o lo scopo di questo inganno è un argomento delicato e complesso ma si può presumere che sia la necessità evolutiva stessa della coscienza.

Questa piccola luce di coscienza fa la sua comparsa ma non è consapevole di se stessa. Come un neonato non ha idea di chi sia, di quale sia il suo scopo e di cosa stia accadendo. Come il neonato è guidato dagli istinti di base e reagisce alle necessità fondamentali come il mangiare ed il dormire, lamentandosi nel caso in cui non vengano soddisfatte, senza saperne nulla di cosa succeda, di cosa sia il cibo e di chi sia lui stesso e perché sia al mondo, così la coscienza ai suoi albori non è consapevole di se stessa.

Ed è così che inizia un percorso di nascite e morti e di reincarnazioni dove questa coscienza sperimenta tutte le dualità della vita e nel farlo impara a conoscere se stessa. Ad un certo punto metterà in dubbio la realtà percepita dai suoi occhi fisici e si libererà verso stati più alti di esistenza.

Cosa dice la Scienza?

Sebbene molti pensano che la scienza si limiti ad osservare i fenomeni fisici escludendo tutto il resto in realtà non è sempre così. Sempre facendo fede al metodo scientifico dove ogni ipotesi prima di essere assunta come verità dev’essere dimostrata, anche la scienza si sbizzarrisce in teorie ed esperimenti interessanti.

Abbiamo spesso sentito parlare della fisica quantistica e di tante teorie ma in realtà c’è molta speculazione a fini commerciali, molte teorie campate in aria che non hanno nulla a che vedere con la fisica quantistica e molte truffe su quest’argomento. Bisogna stare attenti, magari ci scriverò un articolo dedicato. Nel frattempo posso consigliarti questo libro.

Però ci sono altri esperimenti e teorie degne di nota.

Voglio parlare in particolare di cosa sia la percezione della realtà da un punto di vista puramente scientifico. 

Ebbene per quanto possa essere sconcertante gli occhi non sono una finestra. Hai letto bene, la nostra percezione è che gli occhi siano una finestra sul davanti della faccia che aprano un varco attraverso cui noi (la coscienza o la mente) vediamo il mondo esterno.

In realtà questa è un illusione percettiva e non è così che stanno le cose.

Notizia bomba: il mondo che vedi è dentro la tua testa.

Facciamo insieme uno sforzo per attingere a qualche ricordo di biologia e di fisica delle scuole medie. La luce, ovvero i fotoni, proveniente dal sole colpisce gli oggetti. Alcune radiazioni vengono assorbite dall’oggetto, altre rimbalzano ed è per questo che abbiamo i colori. La luce però non rimbalza su un oggetto solido perché sappiamo che la materia è costituita per il 90% da spazio vuoto e per il 10% da particelle microscopiche in movimento. I fotoni rimbalzano sul campo di questa “massa” che noi chiamiamo oggetto.

Così tra un oggetto e l’altro ad un certo punto arriva nei nostri occhi.

Attraverso la pupilla la luce raggiunge dei fotorecettori, questi convertiranno lo stimolo luminoso prima in segnale chimico poi in impulso elettrico e attraverso il nervo ottico fino all’area del cervello preposta.

Quest’area, situata dietro la nostra testa, prenderà questi segnali e li elaborerà costruendo l’immagine. Esatto: l’immagine di questo articolo sul tuo pc o telefono che hai davanti agli occhi è generata in realtà dentro la tua testa.

E questo è l’unico modo di percepire la realtà, insieme agli altri sensi, che hai usato finora e molto probabilmente sarà sempre così.

Personalmente la prima volta che ci ho pensato l’ho trovato sconcertante.

La percezione della realtà non rispecchia la realtà

Qui entra in ballo l’evoluzione. Abbiamo constatato che l’immagine della realtà si forma nella nostra mente e che quindi è un interpretazione dei segnali ricevuti dall’esterno.

Siamo portati a pensare che questa interpretazione della realtà sia corretta in quanto altrimenti come avremmo fatto a inventare tecnologie, automobili, aeroplani, ad andare sulla luna, a scrivere poemi, opere d’arte, quadri, come faremmo ad interagire tra di noi, come farei io a scrivere queste righe dal mio pc? e soprattutto se ciò non fosse reale chi si prenderebbe la briga di correre incontro ad un treno per dimostrarlo?

La risposta in realtà è molto semplice: l’interpretazione non rispecchia la realtà ma è funzionale all’evoluzione e alla nostra sopravvivenza.

Abbiamo sviluppato questo modello di percezione della realtà in milioni di anni e su questo ci siamo evoluti. Seppure non rappresenti la verità è comunque funzionale alla nostra sopravvivenza.

Un esempio è l’editor di testo visivo che sto usando per scrivere queste righe. Digito dei tasti e le parole compaiono sul mio schermo. Poi cliccherò un pulsante e tu le leggerai sul tuo. Come si potrebbe dire che questo non è reale? Ma quello che entrambi vediamo sullo schermo non è la realtà di come i dati vengono presi, interpretati ed elaborati dal computer. In effetti quando io premo i tasti degli impulsi elettrici raggiungono un processore che li converte in serie di uno e di zeri, li elabora e li invierà poi alla rete dove una copia di quello che ho digitato verrà replicata sul tuo dispositivo per la tua consultazione.

Quello che c’è sul monitor non è la realtà eppure rispecchia il mio intento ed è completamente funzionale allo scopo: in questo caso trasmettere delle idee.

L’argomento non è semplice e per questo ti rimando al Ted Talk di Donald Hoffman che sa spiegarlo molto meglio di me. Vale veramente la pena vederlo.

 

E’ veramente interessante vero?

 

E adesso?

Beh tutto questo non deve destabilizzarci. Possiamo tranquillamente continuare per la nostra vita. Ma mi piace pensare che la conoscenza porti consapevolezza e la consapevolezza provochi un cambiamento dentro di noi.

Avere maggior consapevolezza di un fenomeno ci plasma e cambia anche il modo in cui ci relazioniamo alla vita.

Quindi ora ogni volta che passi una giornata routinaria, magari fatta di tante cose che non ti danno soddisfazione come un lavoro che non ti appaga, un sogno irrealizzato lasciato in un cassetto, oppure una persona scontrosa che ci mette di malumore, una bolletta di troppo da pagare ecc. Ogni volta che pensiamo che la carriera sia importante, che ci preoccupiamo dell’opinione che gli altri hanno di noi, della nostra immagine, di essere alla moda o di avere l’ultimo modello di cellulare. In tutte queste situazioni possiamo riportare il pensiero a questa consapevolezza. Di quanto poco sappiamo della vita e di quanto sia tutto molto relativo se non perfino irreale.

E’ così che possiamo individuare le nostre vere priorità. Dare il giusto valore al nostro stato d’animo, imparando a rimanere calmi ed imperturbabili quando qualcuno prova a rovinarci la giornata.

Dando il giusto valore ai nostri sogni.

Perché se da tutto questo abbiamo capito che il mondo probabilmente non è come lo vediamo questo non toglie valore all’esperienza che ne facciamo. E’ l’esperienza che facciamo del mondo il vero centro di tutta l’evoluzione della nostra specie ed è il fulcro intorno al quale gira la vita stessa.

E allora rendiamo quest’esperienza ricca di momenti di gioia, di amicizia, di nuove esperienze e di esplorazione. Esistiamo, nasciamo e viviamo per questo, ci siamo evoluti e formati per questo, tutto quello che abbiamo creato è per questo: l’esperienza personale che facciamo della vita.

Allora rendiamola memorabile.

Come al solito se ti va, mi fa piacere se dici la tua nei commenti 😉

Riccardo.

 
 
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